La ricerca scientifica ha individuato una causa specifica di forfora e dermatite seborroica: secondo lo studio distribuito dall’Indian Journal of Dermatology (articolo 1 e articolo 2) entrambe le anomalie del cuoio capelluto sono dovute all’azione della Malassezia.

Innanzitutto, cos’è la Malassezia? Essa è un lievito (cioè: un fungo) il cui habitat naturale è la cute e quindi anche il cuoio capelluto: la Malassezia non è quindi di per sè nociva. Di questo fungo ne esistono svariate tipologie, ma quelle che interessano le nostre anomalie sono due: la Malassezia Furfur e la Malassezia Globosa. Entrambi questi lieviti sono agenti patogeni che proliferano sulla superficie della cute nutrendosi degli acidi grassi presenti nel sebo, anch’esso presente sulla cute. Cibandosi del sebo, è chiaro che la proliferazione della Malassezia sia favorita da particolari situazioni contestuali:

  • climatiche
  • ormonali
  • predisposizione del soggetto

Quando si presentano questi contesti, la Malassezia prospera perché si alimenta del sebo che l’occasione dispone: prendiamo il caso di un adolescente con un’alta produzione ormonale, che determina una sovrapproduzione sebacea: la Malassezia, già naturalmente presente sul capo, inizia a proliferare grazie al nuovo nutrimento e innesca a sua volta alterazioni cutanee come desquamazione e forfora, untuosità e arrossamento.

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Le caratteristiche della Malassezia Furfur

malassezia furfur microscopioLa Malassezia Furfur è un lievito che, come già accennato, è componente normale della flora cutanea del – statistiche alla mano – 90% degli adulti sani.

La Malassezia Furfur è un saprofita della pelle, cioè si nutre di materia organica inerte o in decomposizione, materia naturalmente presente sulla cute; proprio per ciò è un microrganismo di per sé innocuo. Tuttavia, all’emergere delle situazioni contestuali di cui sopra, si verificano quelle condizioni favorevoli alla sua proliferazione. In questo caso la Malassezia Furfur può determinare alcune anomalie della pelle.

Dove si trova la Malassezia Furfur

La Malassezia si presenta originariamente sulla cute nella primissima infanzia, verso i tre mesi di vita; aumenta la sua presenza nel momento in cui le ghiandole sebacee iniziano la loro attività di secrezione. In questo modo e perciò la Malassezia ha un picco di frequenza sulla cute nella tarda adolescenza, in pieno sviluppo ormonale, quando incrementano in maniera netta i lipidi cutanei.

La Malassezia è un microorganismo selettivo, e infatti non si ritrova normalmente nelle persone di origine non-caucasica. Inoltre, seleziona anche le zone della pelle su cui proliferare: oltre al cuoio capelluto, anche il petto, le spalle e le braccia.

Caratteristiche fisiche

La Malassezia è un micro-organismo unicellulare ed è perciò visibile soltanto al microscopio elettronico. Di forma sferica, le sue dimensioni non superano i 5 micron di larghezza e i 6 di lunghezza, con un minimo di 1 e 2 micron rispettivamente. Nonostante nasca unicellulare, comunque, è possibile che dal momento in cui diventa patogeno, il lievito si moltiplichi – o meglio formi dei lunghi filamenti di forma cilindrica che prendono scientificamente il nome di IFE.

L’unica speranza di salvezza per la Malassezia Furfur è il nutrimento proveniente dalla superficie della pelle umana; un nutrimento che consiste in oli naturali e acidi grassi a lunga e media catena (ad esempio: l’acido arachidico, stearico, palmitico, oleico).

La proliferazione della Malassezia Furfur

capelli umidiAbbiamo già individuato alcune delle situazioni che favoriscono la proliferazione della Furfur: il clima, gli ormoni, la predisposizione. Dicendo clima s’intende particolarmente l’estate: in questo periodo le temperature alte in concomitanza agli elevati tassi di umidità stimolano sia le ghiandole sudoripare che quelle sebacee, rendendo fertile il terreno per la Malassezia.

Per le stesse ragioni, cioè un ambiente ad alto contenuto lipidico, la Malassezia prospera anche nei casi in cui il soggetto presenta zone corporali fortemente umide, magari per via di abiti poco traspiranti.

Sono inoltre fattori di rischio per la proliferazione alcuni stati di immunodepressione, oltre che a particolari terapie mediche (come quelle a base di corticosteroidi), e i casi di denutrizione o il diabete.

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I diversi disturbi provocati dalla Malassezia Furfur

Come abbiamo visto questo lievito può provocare differenti disturbi sul cuoio capelluto.

Analizziamo insieme i più comuni provocati da questo saprofita cutaneo.

La forfora (o pityriasis versicolor)

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Anche la forfora è determinata, almeno parzialmente, dalla Malassezia. Ricordiamo che la forfora (scientificamente nota come pityriasis versicolor) è una micosi, cioè anch’essa un fungo. La micosi sviluppa delle infezioni sul cuoio capelluto che si manifestano come le tipiche scaglie bianco-grigiastre che caratterizzano l’aspetto della forfora.

Curiosamente, la ricerca scientifica che ha determinato il nesso causale, ha anche riconosciuto che la Malassezia si diversifica per tipologia a seconda dell’area geografica in cui risiede il soggetto portatore. Ad esempio, nelle nostre zone temperate la Malassezia è Furfur, mentre nelle zone tropicali prolifera prevalentemente la Malassezia Globosa.

Dermatite seborroica

La Malassezia, abbiamo detto, trae linfa vitale dal sebo. Proprio come la Malassezia anche un’altra patologia, quella della dermatite seborroica, si sviluppa nelle aree ricche di ghiandole sebacee (cuoio capelluto, sopracciglia, attaccatura dei capelli, etc etc). Il suo sviluppo consiste nell’irritazione delle suddette aree, che si desquamano e talvolta presentano croste giallastre e oleose, molto sgradevoli alla vista, oltre che fastidiose per il prurito che determinano. A questo punto è facile dedurre la correlazione tra i due elementi: in presenza di Malassezia è possibile sviluppare dermatite seborroica, soprattutto nei periodi più attivi della produzione sebacea, ossia:

  • primi tre mesi di vita
  • pubertà
  • dopo i 50 anni

Questo spiega l’elevata percentuale di popolazione che soffre il disagio della dermatite seborroica. Infatti circa il 3-5% degli abitanti del mondo, in prevalenza quelli di sesso maschile, sono colpiti dalla patologia.

Follicolite da Malassezia

Vi è il rischio che la Malassezia diventi più nociva di quanto non concesso finora. Ciò avviene quando essa penetra e prolifera internamente al follicolo pilifero, determinando l’insorgenza di un’infezione interna che prende il nome di follicolite. La follicolite non ha sintomi particolarmente evidenti, giacché si rivela come un intenso prurito e solo eventualmente dà origine a pustole ed eritemi dovute all’infezione follicolare.

Secondo i ricercatori la follicolite, cioè la penetrazione della Malassezia del follicolo pilifero, è agevolata e favorita da alcune particolari condizioni:

  • Pubertà
  • Gravidanza
  • Abbassamento delle difese immunitarie
  • Antibiotici ad ampio spettro
  • Cosmetici che bloccano i pori della pelle
  • Psoriasi
  • Antibiotici ad ampio spettro
  • Steroidi
  • Diabete mellito

Psoriasi

prurito testaInfine, tra le correlazioni proposte dagli studiosi, la Malassezia potrebbe avere a che fare anche con un’altra anomalia del cuoio capelluto, la psoriasi. La psoriasi si manifesta in molte zone del corpo, e in alcune di queste è presente anche la Malassezia.

Per quanto riguarda la correlazione causale tra psoriasi e Malassezia, però, la scienza è tuttora dubbiosa e per ora ci si limita a considerare il fungo soltanto come concausa della psoriasi del cuoio capelluto.

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Quali sono i rimedi possibili alla Malassezia Furfur?

Capelli sani e folti?
Ora, dev’essere chiaro che la Malassezia non è la causa diretta delle anomalie del cuoio capelluto che abbiamo trattato. Le cause dirette sono invece quelle già riconosciute dalla scienza: lo stress, le difese immunitarie molto basse, e altre problematiche di cui abbiamo già trattato altrove. Piuttosto la Malassezia si immette in queste dinamiche, facendo degenerare la situazione, cioè amplificando la portata del problema e gli sviluppi delle anomalie. In questo senso, il miglior rimedio contro la Malassezia non è agire contro di essa, ma intervenire sulle cause dirette dell’anomalia che essa attivamente complica. Si tratterà allora di evitare lo stress, rinforzare il sistema immunitario e via dicendo, così da eliminare in nuce il processo anomalo che la Malassezia rinforzerebbe negativamente.

In ogni caso vale il solito adagio: effettuare un controllo presso un centro tricologico specializzato, oltre a permettere di sincerarsi dell’effettivo stato di salute dei propri capelli, dà la possibilità al medico curante di prescrivere una terapia atta a risolvere gli specifici problemi del soggetto in cura.

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